E tutta la vita mi imbatto nei muri, a volte me li trovo davanti da un momento all’altro e ci sbatto la faccia facendomi un male cane, altre volte li costruisco senza rendermene conto, un mattone dopo l’altro separandomi da cose che non non voglio più vedere ma sono sempre presenti ai lati della mia vita, lungo la strada che percorro.
Mi sono imbattuto nella riflessione sul concetto di muro qualche anno fa, attraverso lo studio della
migrazioni dei popoli dovute ai cambiamenti climatici, guerre, aspirazioni ad una vita migliore, ecc.
Si dice che la prima impressione non è quello che conta, ed quasi sempre così, ma non per il Muro.
Il Muro è sempre un Muro ed è proprio quello che vedi, solo in alcuni casi riesce ad essere anche quello che non ti aspetti.
Indagandone la funzione si scopre che in Europa vengono fisicamente innalzati dei muri che dividono i popoli in un’epoca dove la propaganda e i proclami popolari non fanno altro che esaltarne l’abbattimento inneggiando all’unità di tali, che sono nascosti a loro volta da altri muri, questa volta mediatici.
Muri che nascondono muri.
Scavando ancora più fondo si scopre che nessuna di queste opere di contenimento raggiunge i risultati sperati, ma nonostante ciò altre barriere continuano ad essere costruite perché alla base c’è un meccanismo psicologico
elementare: il muro come rappresentazione di una spazio sicuro in cui muoversi, la divisione tra sicuro e pericoloso.
Il Muro rappresenta un rifugio della mente contro le angosce della vita.
Militarmente rappresenta un vantaggio per chi difende, penso alla Muraglia cinese e al Vallo Adriano, entrambe simboli del dentro e fuori, dell’interno e esterno, di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Ma l’idea della barriera fisica applicata al Muro non mi ha mai convinto anche se è ovvio per tutti che i muri dividono,
bloccano, separano, ma col tempo ho incontrato Muri di natura differente, trovati ad ordine sparso qua e la lungo strada della vita.
Esistono muri nelle nostra testa, barriere invisibili in grado di pilotare il percorso e l’essenza della nostra
esistenza.
Ho immaginato queste barriere di forma e natura differente, ma riconducibili sempre ideologicamnete all’idea di Muro.
In questo esercizio visivo, povero di contenuti estetici e geometrici, dove il colore la trama sono le uniche differenze tra un oggetto e l’altro, cerco di riflettere sulla funzione del muro in tutte le sue accezioni.
esaltandone quella di barriera come concetto primario.
L’osservazione mi ha portato a riflettere sulle innumerevoli sfumature che si appoggiano al significato di Muro,
le conseguenze che porta, e tutte le varie applicazioni che ne conseguono, consce e non incosce.
Il muro è inquietante, mette a nudo le vergogne che l’uomo mimetizza costruendolo ed esalta la funzione di separazione.
Attraverso il Muro nascondiamo azioni e confiniamo pensieri alle volte spontaneamente, altre volte no.

Ecco che il muro il diventa simbolo della diversa posizione morale nella ricerca di se stessi!

Using Format